Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace

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Ciao a tutti! Sono sempre impegnata con lo studio e purtroppo non pubblico da un bel po’ di tempo.

Oggi, però, sono tornata per parlare di un argomento che avevo in mente già da un po’: la bellezza non convenzionale.

Qualche tempo fa mi è capitato di vedere lo spot ormai celebre di Desigual, in cui appare la modella Chantelle Brown-Young.

La pubblicità mi è piaciuta subito, perché la testimonial non rappresentava la canonica bellezza, quindi cominciamo l’articolo proprio da lei.

 

Chantelle Brown-Young

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Questa ragazza è affetta da vitiligine, malattia che porta la mancata colorazione in alcune parti del corpo, a causa della mancata produzione di melanina.

Ha affermato che sia la sua infanzia, che la sua adolescenza sono state tormentate, e che veniva spesso presa in giro, ma dopo che Tyra Banks la invitò a America’s Next Top Models, Chantelle divenne una modella molto richiesta.

Diandra Forrest e Shaun Ross

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Questi due modelli sono entrambi afroamericani albini e Shaun Ross ha anche una malformazione al naso. Questo, però, non ha impedito loro di sfondare nel mondo della moda.

Laura O’Grady

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Questa ragazza, a differenza degli altri tre, non ha una vera e propria malattia, ma ha semplicemente il “difetto” delle orecchie a sventola. In questo caso, penso la parola “difetto” che vada scritta tra virgolette, dato che ha reso facilmente riconoscibile Laura fra tutte le altre modelle. E’ infatti una modella molto richiesta.

Aimee Mullins e Alex Minsky

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Aimee è nata con una malattia congenita e, a causa di essa, le sono state amputate le gambe all’età di un anno. Oggi Aimee è un’atleta paralimpica, un’attrice e anche una modella. Ha sfilato con protesi di legno e la rivista People l’ha nominata come una delle 50 persone più belle al mondo.

Alex, invece, faceva il Marine e, a causa di una bomba in Afghanistan, ha perso una gamba. Oggi, interrotta la carriera militare, è uno dei modelli più richiesti.

 

 

Come avete visto, sono tutte persone con particolarità, ma hanno imparato ad accettarsi così come sono e a trarre vantaggio dai loro problemi.

“There is always something positive in the negatives of life. You just have to be strong enough to locate it.”  C. L. Swinney

Al prossimo post, ciao!

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L’ABITO DA SPOSA NEL MONDO – PARTE II

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Eccoci qua per la seconda parte del post sui diversi abiti da sposa nel mondo. (Clicca qui per la prima parte).

Cominciamo subito:

Indonesia

In Indonesia le spose sono solite ad indossare gli splendidi batik e kebaya, capi originari di questa terra ma utilizzati anche al di fuori di essa.

Il batik Indonesiano è stato incluso nella lista dei Patrimoni orali e immateriali dell’umanità Unesco.

E’ creato con una stoffa finemente decorata avvolta attorno ai fianchi. Il kebaya, invece, avvolge il busto ed è realizzato con stoffa trasparente, come seta, cotone leggero, nylon semi-trasparente o poliestere, ornata di fantasia floreale o di broccato.

Sulla testa le spose indossano un copricapo dorato.

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Giappone

In Giappone le spose indossano più di un abito: il primo è il tradizionale kimono, di colore bianco, in tessuto broccato molto pregiato. Il colore bianco simboleggia la nuova vita che le donne stanno per iniziare.

Le spose poi indossano una parrucca decorata con speciali forcine o perni tradizionali.

La parrucca viene, poi, coperta dallo tsunokakushi (corna di demone), che simboleggia la sottomissione delle spose al marito, e nasconde la loro gelosia.

Al ricevimento avviene il cambio d’abito con l’iro-uchikake, kimono questa volta di colore rosso, ma non solo, in quanto il rosso nella loro cultura caccia gli spiriti maligni.

Il viso è truccato con della polvere bianca, gli occhi con dell’eye liner e le labbra con rossetto generalmente rosso.

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Zulu

Nei matrimoni Zulu una cosa molto importante è la scelta e l’abbinamento dei colori fra di loro e, soprattutto, i gioielli che le spose indossano.

L’abito tradizionale, infatti, è molto colorato e decorazioni e copricapi la fanno da padrone.

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Algeria

L’abito da sposa tradizionale della città di Tlemcen, Algeria, è talmente bello, ricco e pieno di storia che è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell’umanità Unesco.

Dietro alla realizzazione di questo abito c’è il lavoro di molti bravissimi artigiani, che lo cuciono e realizzano secondo rituali molto antichi. E’ ricco di ricami, gioielli e completato con un copricapo.

Ogni parte del vestito ha qualcosa da raccontare: infatti, racchiude in sé le storie delle varie civiltà e religioni che hanno vissuto in questa terra nel corso degli anni, dal popolo bizantino, a quello arabo, a quello romano, dalla religione cristiana, a quella musulmana e molte altre.

Le spose accompagnano la grandiosità del vestito, con un trucco spesso molto marcato, sia su occhi, che su labbra.

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Di questa serie quale vi piace di più? A me riesce davvero difficile scegliere, sono davvero tutti molto belli.

Spero che vi abbia fatto piacere leggere questo post, ci vediamo al prossimo!

L’ABITO DA SPOSA NEL MONDO – PARTE I

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Dopo, ahimè, un po’ di tempo sono tornata!

Siamo alla fine di aprile e la stagione dei matrimoni è ormai alle porte. Come ben sappiamo, uno degli elementi più importanti di queste cerimonie è una cosa che molte donne sognano fin da bambine: l’abito da sposa.

Noi siamo abituate a vedere modelli bianchi o avorio, magari con pizzo o perline, lunghi, a volte con lo strascico e accompagnati da scarpe con il tacco, bouquet e velo. Ma nel resto del mondo, come si vestiranno le ragazze il giorno del matrimonio? Scopriamolo insieme:

Cina

Anche se ormai molte ragazze scelgono modelli più occidentali, tradizione vuole che le spose in Cina indossino il colore rosso, simbolo di ricchezza e amore. L’abito è accompagnato da un copricapo, detto fengguan, e da un mantello, detto xiapei.

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India

I matrimoni indiani sono famosi per essere molto colorati e festosi, infatti durano più giorni e quindi la sposa si cambia più volte nel corso della cerimonia. In ogni caso, però, possiamo dire che anche in India il colore di buon auspicio è il rosso, che viene combinato però con il verde, a simboleggiare fertilità e fortuna e che viene indossato maggiormente nelle zone settentrionali. Nell’India meridionale l’abito da sposa, invece, è rappresentato dal sari di colore bianco.

Le spose indiane sono solitamente impreziosite da molti gioielli e, talvolta, anche da un velo che copre il viso, o semplicemente la testa.

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Marocco

L’abito tradizionale marocchino è un caftano composto da una vestaglia di seta, chiffon o raso e completato da un secondo strato di tessuto che viene portato sopra al primo. Spesso è anche ricoperto da lustrini e ricami.

Le spose indossano molti gioielli e i gli occhi vengono truccati usando il Kohl, miscela usata per scurire palpebre e ciglia.

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Thailandia

Le spose in Thailandia  indossano vestiti colorati che creano un gioco asimmetrico nella parte superiore del corpo e scendono aderenti fino a terra o fino alle caviglie. Il look è accompagnato da gioielli, a seconda dello stato sociale delle famiglie.

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Cultura Amish

La cultura Amish vieta lo sfarzo e futile. L’abito da sposa Amish, quindi, rispecchia questa visione. Le spose appartenenti a questa cultura non indossano un abito da sposa vero e proprio, o meglio, l’abito che indossano è un abito che sarà poi utilizzato anche per le festività e funzioni religiose successive. E’ semplice e, ovviamente, non prevede ricami o lustrini.

Possono esserci, comunque, gruppi Amish più morbidi nel dettare le regole e più tolleranti verso abiti da sposa in stile occidentale.

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Cultura Gipsy

Dalla semplicità all’esagerazione. Chi non ha sentito parlare della cultura Gipsy? I loro matrimoni sono diventati famosissimi grazie ad un programma TV e si potrebbero riconoscere lontano un miglio.

L’abito di una sposa Gipsy deve essere il più grande, particolare, ricamato e vistoso mai visto prima. Un abito costoso ed eccentrico simboleggia una famiglia economicamente stabile e che può permettersi tale lusso.

Ovviamente assieme al vestito, ci sono gioielli, corone, diademi e tanto trucco!

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Questa era il primo post su una serie di matrimoni nelle varie culture. Quale vi piace di più? Io personalmente rimango sempre colpita dagli abiti indiani, e anche quelli dei matrimoni mi lasciano senza parole.

Spero vi sia piaciuto, a presto!

 

La bellezza nel mondo: Namibia

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La Namibia è uno Stato indipendente dell’Africa meridionale, il cui nome deriva dal deserto del Namib, area che caratterizza gran parte del paese. E’ uno degli stati meno popolati del mondo.

Una delle caratteristiche principali di questa nazione è caratterizzata dal fatto che parte della popolazione locale è riuscita a mantenere le proprie tradizioni, nonostante l’intervento di colonizzatori. Sto parlando dell’etnia degli Himba, popolo che forse più degli altri è riuscito a mantenere usi e costumi propri della loro storia.

Analizzando più specificamente l’aspetto delle donne Himba, la prima descrizione che possiamo farne è compresa in questa frase: ‘belle come statue.’ Questo popolo, infatti, è affascinato dalla rappresentazione delle donne come una scultura di terracotta, per questo motivo il loro corpo e i loro capelli vengono ricoperti da una miscela di polvere d’ocra, erbe e burro di capra (o vaselina), che dona loro il caratteristico colore rossiccio. Appena il composto si secca, ne viene applicato un nuovo strato, anche più volte al giorno.

Per quanto riguarda gli abiti, le donne Himba indossano pochi vestiti: gonna corta a più strati realizzata con pelle di capra, tenute in vita da cinture che ne identificano lo strato sociale, e seno scoperto. La quantità di bracciali, collane e cavigliere rappresenta il loro modo di prendersi cura di sé. Se i gioielli e la cintura sono di colore bianco, significa che la ragazza non è ancora sposata.

I capelli, invece, vengono generalmente fatti crescere e raccolti in due trecce finché si è ragazzine. Quando si raggiunge la pubertà, i capelli vengono liberati e acconciati con tante treccine. Nel momento in cui una donna si sposa, aggiunge alla pettinatura un ciuffo di pelle di antilope, che, nel caso in cui restasse senza marito, rivolterà all’indietro.

Qui sotto una galleria delle bellissime ragazze himba:

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Il ritorno degli anfibi – Parte II

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Nel post precedente (clicca qui per leggerlo) abbiamo visto come, in questo periodo, gli anfibi siano tornati di moda, a partire dai modelli classici, fino a quelli più estrosi.

In questa seconda parte, invece, ho raccolto alcune immagini di celebrità che li indossano nei vari outfit e nelle varie occasioni, a prova del fatto che questo tipo di scarpa può essere perfetto sia per un look casual, sia per uno un po’ più glam.

Vediamo:

Kristen Stewart

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Miley Cyrus - google images

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Whitney Port - google images

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Rachel Bilson - google images

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Gwen Stefani - google images

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Emma Roberts - google images

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Audrina Patridge - google images

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Rachel Bilson - google images

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Ho iniziato dai look più sportivi, per poi passare a quelli più glam e finire con uno decisamente più rock. Abbinati ai giusti accessori, possono essere usati in molti ambiti. Come vediamo dalle foto, infatti, sono stati utilizzati per la semplice passeggiata, ma anche ad un red carpet!

A me piacciono sempre.

Voi cosa ne pensate? Fatemi sapere, a presto!

Il ritorno degli anfibi

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Buongiorno a tutti!

In questo primo articolo dell’anno volevo parlare di un trend che è ritornato in voga già da un po’ di tempo.

All’inizio non andavo pazza di questo ritorno nel mondo della moda, ma, come spesso mi succede, ho cambiato idea.

I protagonisti di questo articolo sono loro: gli anfibi.

Questo tipo di stivale è costituito spesso da cuoio e da una suola carrarmato. Il suo nome deriva dal fatto che è particolarmente adatto ad essere usato in terreni fangosi o acquosi, e, per questo, è molto utilizzato dalle forze armate.

E’ stato anche molto utilizzato dagli esponenti di molte culture, quali quelle punk, grunge, metal e molte altre.

E’ tipicamente di colore scuro, ma oggi si sono sviluppati anche altre fantasie, come quelle a fiori.

Ecco gli anfibi che mi piacciono di più:

Sembrano stivali sportivi, ma in realtà sono adatti a molte occasioni: possono infatti essere portati sia con jeans e maglioncino, sia con gonne e vestiti.

E a proposito di questo, aspettate la seconda parte di questo post per vedere come le star li abbinano e in che occasione li indossano.

A presto!

Buone Feste!

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Vi ringrazio infinitamente per aver letto i miei articoli e per aver lasciato commenti, e spero che continuerete a seguirmi in questa bellissima avventura, che il blog è per me.

Che le vostre feste siano piene di gioia da condividere con le persone che amate, e che il nuovo anno porti felicità a voi e alle vostre famiglie.

Tanti auguri di buon Natale e felice anno nuovo a tutti!

Silvia

Per un caldo Natale…

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Ormai è da tempo che punto ad un maglione di questo tipo, e, dato che siamo a ridosso delle vacanze natalizie, volevo fare un articolo a riguardo.

Questo è un capo che abbiamo visto indossato da molte ragazze, non è una novità, ma ve ne voglio parlare lo stesso, perché mi ricorda quelle fredde serate d’inverno che si passano a casa sotto le coperte a guardare un film.

Quelli in questione sono quei maglioni con un tessuto particolare, che sembra quasi un soffice peluche. Io li preferisco in colori tenui, che mi rievochino l’inverno e, perché no, la neve, dato che qui è da tempo che ormai non si vede.

Ho trovato quattro modelli che mi piacciono molto, girando fra i negozi e navigando fra i vari siti online.

In azzurro:

www2.hm.com

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In rosa:

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E in beige:

li trovo davvero belli e abbinabili sia a pantaloni, sia a gonne.

Voi cosa ne pensate? Grazie per aver letto il mio post e scusate per il ritardo!

A presto!

TMI – too much information tag

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L’autrice del blog Crescerecrea(t)tivamente mi ha invitato a fare questo simpatico test, e io accetto!

Penso che sia un modo per entrare di più in contatto con chi legge, quindi…cominciamo!

1. Cosa stai indossando? Jeans e maglioncino beige

2. Sei mai stata innamorata? Si!

3. Hai mai avuto una brutta rottura? Si

4. Quanto sei alta? 1.64 cm

5. Quanto pesi? 49, ma che nessuno dica niente, perché giuro che mangio!

6. Qualche tatuaggio? No, ma penso (spero) di fare il primo a breve.

7. Qualche piercing? Al trago destro.

8. OTP (One True Pairing)? Se ho ben capito cosa significa, direi che non lo so. Ne ho troppe da dire, come Lorelai e Luke di Una Mamma Per Amica. La serie è finita lasciando in sospeso il loro possibile matrimonio!

9. Show preferito? Inteso come programma televisivo, non lo so. Inteso come telefilm, direi Una Mamma Per Amica, Friends, Pretty Little Liars e i Robinson.

10. Band preferita? Penso i Coldplay, gli OneRepublic e gli U2.

11. Qualcosa che ti manca? In questo momento, viaggiare.

12. Canzone preferita? Non esiste, ne ho troppe. In certi momenti ne preferisco una, in certi un’altra. E possono essere di generi completamente diversi.

13. Quanti anni hai? 22

14. Segno zodiacale? Cancro, ascendente Capricorno.

15. Qualità che cerchi in un partner? Ironia, simpatia, lealtà, rispetto, la voglia di cambiare e sperimentare.

16. Citazione preferita?  ‘Bravery is being the only one who knows you’re afraid’.

17. Attore preferito? Jennifer Aniston, Julia Roberts, Hugh Grant e Meryl Streep. Adoro anche Kate Hudson e Anne Hathaway.

18. Colore preferito? Troppi 🙂

19. Musica ad alto o basso volume? Se sono con altre persone o in macchina, la preferisco bassa, o addirittura non la metto nemmeno. Se sono da sola con l’Ipod la metto sempre alta.

20. Dove vai quando sei triste?  In camera mia.

21. Quanto tempo impieghi per la doccia? Non molto, dai 10 ai 20 minuti.

22. Quanto tempo impieghi per prepararti la mattina? Se ho un appuntamento, o devo prendere il treno, ci metto mezz’oretta. Di solito è quando devo uscire di sera che ci metto di più.

23. Hai mai fatto rissa? Direi di no. Anzi, quando ero piccola ho lanciato un berretto ad una bambina e lei ha ricambiato. Questa è l’unica 🙂

24. Cosa ti accende? Mi piace viaggiare e stare con le persone che mi piacciono.

25. Cosa ti spegne? La presunzione e la maleducazione.

26. Per quale motivo hai aperto un blog? Volevo scrivere, perché mi piace, e parlare delle mie passioni.

27. Paure? La morte, non essere felice e avere rimpianti.

28. L’ultima cosa che ti ha fatta piangere? Il film Io & Marley e il programma Amore Criminale.

29. L’ultima volta che hai detto ti amo a qualcuno? Ieri.

30. Il significato del nome del tuo blog? Io mi chiamo Silvia, quindi la prima parte (Sil) deriva da qui. Monkey è perché da piccola mio papà chiamava per scherzo scimmietta, perché assomigliava Silvietta. E da qui nasce la seconda parte del nome (Monkey).

31. L’ultimo libro che hai letto? La Metamorfosi di Kafka, per l’università. Mi è anche piaciuto.

32. Il libro che stai leggendo in questo periodo? Purtroppo, i libri dell’università.

33. L’ultimo show che hai visto? L’Eredità.

34. L’ultima persona con cui hai parlato? Mia mamma e mio papà.

35. Che relazione c’è tra te e l’ultima persona a cui hai scritto? Amicizia.

36. Cibo preferito? Al primo posto pasta, poi dolci e tartine varie.

37. Posto che vuoi visitare? Tutto ilmondo se è possibile, in particolare gli Stati Uniti, e soprattutto New York milioni e milioni di volte. Se ci abitassi sarebbe pure meglio.

38. Ultimo posto in cui sei stata? Dublino.

39. Hai mai avuto un incidente? No!

40. L’ultima volta che hai baciato qualcuno? Ieri sera.

41. L’ultima volta che sei stata insultata? Per fortuna non mi ricordo 🙂

42. Gusto di caramella preferito? Le Galatine al Latte.

43. Che strumento suoni? Nessuno, però alle medie suonavo il flauto, e mi piaceva anche.

44. Pezzo preferito di gioielleria? Non amo indossare gioielli, ma se dovessi scegliere direi i bracciali. O l’anello irlandese (Claddagh ring) che mi ha regalato la mia migliore amica.

45. L’ultimo sport che hai praticato? Crossfit.

46. L’ultima canzone che hai cantato? So come fa ma non so il titolo!

47. La tua chat preferita? Whatsapp, perché uso solo quella.

48. L’hai mai usata? Sempre!

49. L’ultima volta che sei uscita con qualcuno? Ieri con la mia migliore amica.

50. Chi dovrà rispondere a queste domande dopo di te? Chiunque vorrà, e in particolare la mia cara amica Fernanda, autrice del blog RockFern.

Grazie per aver letto, al prossimo articolo!

STOP alla violenza sulle donne

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Ultimamente sono un po’ impegnata con l’università e il tirocinio, e i miei post sono meno frequenti di prima, però ci tenevo molto ad affrontare una tematica per me importante.

Oggi 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e vorrei parlare della storia di questa giornata e del motivo per cui è stata istituita.

Nel 1999 l’assemblea generale delle Nazioni Unite, per ricordare questo triste fenomeno, ufficializzò questa data, che fu scelta nel 1981 a Bogotà da un gruppo di donne attiviste in memoria dell’assassinio delle sorelle Mirabal, avvenuto il 25 novembre 1960.

Patria Mercedes, María Argentina Minerva, Antonia María Teresa e Bélgica Adela furono quattro sorelle dominicane, ricordate in particolar modo per la tenacia con cui cercarono di eliminare il regime dittatoriale di Rafael Leónidas Trujillo, durato per più di 30 anni. Le prime tre, purtroppo, vennero brutalmente torturate e uccise dai complici del dittatore, a causa delle loro idee e della loro opposizione.

Sfortunatamente questo fenomeno non fa parte solo del passato, ma, anche ai giorni nostri, ci sono donne che subiscono maltrattamenti e violenze giorno dopo giorno.

Donne sfregiate perché non volevano sottostare a delle regole imposte dalla religione, donne picchiate da compagni troppo possessivi, ragazze violentate da sconosciuti o da familiari. Sono storie che purtroppo sentiamo spesso, che non sempre finiscono bene e che possono coinvolgere anche minorenni.

Le reazioni che si scatenano dentro coloro che sono state maltrattate e abusate sono tante e devastanti. Tra gli altri disturbi, fisici e psicologici, le vittime sono portate a pensare che la colpa non è dell’aggressore, ma propria. E in queste condizioni è facile capire quanto uscire da questo tunnel sia complicato.

Può capitare a chiunque, e ve lo dimostra la seguente gallery, in cui vi elenco alcune celebrità che hanno subito violenze nel loro passato, non per sminuire la tematica, ma per dimostrare che con forza, coraggio e determinazione SI PUÒ dire STOP alla violenza.

ALANIS MORISSETTE:

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La cantante nel 2008 confessa di aver subito abusi: “Sono stata vittima di uno stupro, quando ero adolescente. E adesso sto scrivendo un libro che racconti la storia della mia vita, mi aiuterà a liberarmi dai sensi di colpa. Uno stupro ti cambia l’esistenza per sempre.”

RIHANNA:

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La celebre cantante è stata picchiata dall’ex compagno Chris Brown. “In quel momento, i suoi occhi erano senz’anima, non erano più gli stessi occhi della persona che diceva di amarmi. Mi chiedevo solo quando sarebbe finito tutto questo, cercavo solo di fermarlo.”

MADONNA:

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“Avevo 20 anni, ed ero da sola a New York. Venni violentata sul tetto di un edificio in cui ero stata trascinata sotto la minaccia di un coltello alla schiena.” Così la regina del pop ci parla della sua straziante esperienza.

MARIA GRAZIA CUCINOTTA:

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Anche l’attrice italiana, bellissima e bravissima, ha provato la paura di essere violentata. “Ho provato anch’io sulla mia pelle la violenza degli uomini. Quando avevo 20 anni mi ero trasferita a Parigi. Un pomeriggio per strada, un tipo mi ha seguito e mi ha messo le mani addosso. Ha cercato di strapparmi la felpa, ma sono riuscita a scappare dentro un portone e ho chiamato la polizia”.

 

Queste sono solo quattro delle numerose celebrità che hanno subito abusi. Potremmo continuare infatti con Tyra Banks, Pamela Anderson, Teri Hatcher e molte altre.

E molte di più sono le donne ‘comuni’ che sono riuscite a sopravvivere e superare questi momenti.

Denunciate sempre. Scappate, confidatevi, parlate.

Gli unici colpevoli sono i carnefici. Chi ama non picchia. Chi ama non violenta.

 

 

[Alcune informazioni di questo post sono tratte da Wikipedia, http://www.gossip.fanpage.it, http://www.gossip.nanopress.it]